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San Giuseppe ai Ronchetti (1630 d.C.)

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Gli avvenimenti più dolorosi, (danni causati dalle guerre, carestie e pesti) si susseguivano già dal 1524 con le pesti che colpivano Milano e la Lombardia , decimando migliaia di persone in città e nelle campagne. Durante le carestie molte persone erano costrette a mangiare erbe e cortecce di alberi.
Un'altra vera strage umana si verificava durante la micidiale peste, detta di S. Carlo, scoppiata in città nel 1576 e propagatasi rapidamente nelle campagne del Ducato, portata dai fuggiaschi usciti in cerca di aria salubre. Anche l'alta Brianza rimaneva vittima di questo morbo, quando esso raggiungeva anche i centri più periferici (i morti superavano ormai le 20.000 unità), I Ronchetti non risparmiando la nostra località di Annone.

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Non meno tremenda era la terza peste, quella ricordata dal Manzoni ne "I Promessi sposi", scoppiata nel 1630: anche in questa occasione numerose cadevano le vittime ed altrettanto immani erano le prove sopportate dalle popolazioni, ormai ridotte alla miseria più estrema.
La peste era stata portata e trasmessa nel 1629 dai Croati e dai Lanzichenecchi durante la loro discesa attraverso la Valtellina e la Valsassina e poi lungo la sponda dell'Adda e del Po per l'occupazione del Mantovano. Quanti ne restavano colpiti erano costretti a vivere isolati e fuori dell'abitato, dove coloro che decedevano venivano sepolti onde evitare il contagio. A ricordo degli Annonesi, vittime della peste del 1630, veniva edificata in periferia del paese la Cappelletta di S. Giuseppe ai Ronchetti, dove ancora oggi possiamo leggere la lapide che così recita:I Ronchetti

L'ANGELO STERMINATORE NELL'ANNO MDCXXX FLAGELLÒ ANNONE COLLA PESTILENZA ED IN QUESTO RICOVERO MOLTISSIME FURONO LE VITTIME DI QUESTO MORBO.

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A queste gravi epidemie periodicamente si sovrapponevano quelle del vaiolo, tifo, colera, spagnola, che, anche se in minore numero, mietevano vite in ogni dove, specie in quegli ambienti in cui regnava la malnutrizione, indebolendo i corpi con malattie (pellagra) abbastanza diffuse.

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